AIV - Accademia Italiana Videogiochi

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I VIDEOGIOCHI CHE "FANNO BENE" ALLA SALUTE

Il futuro nella medicina risiede nei videogiochi

Negli ultimi giorni si sono susseguiti in tutto il mondo molti articoli riguardanti un nuovo tipo di videogiochi; quelli di tipo medico.

Giocare ai videogiochi fa bene, anzi, questi potrebbero presto diventare un dispositivo medico per curare alcuni dei più diffusi disturbi neurologici. E' proprio questo il sogno di AKILI, la prima società di "medicina digitale", che crea videogiochi terapeutici, elaborati in modo da stimolare specifici canali neuronali nella corteccia prefrontale (la parte del cervello collegata alla capacità di concentrazione di un soggetto). Come sostenuto dal CEO Martucci: "La possibilità di un nuovo approccio digitale per curare i problemi neurologici, è diventata realtà". Un recente studio effettuato su 348 bambini con disturbo da deficit di attenzione ed iperattività ha dimostrato che coloro i quali avevano giocato al gioco ideato da AKILI, avevano sviluppato in sole 4 settimane di "trattamento" dei significativi miglioramenti nella capacità di concentrazione, senza l'aiuto di nessun medicinale tradizionale.

Un altro videogioco fu pubblicato un anno fa con un simile proposito: Sea Hero Quest. Elaborato dalla casa inglese Glitchers, in collaborazione con un team di ricercatori provenienti dall'Alzheimer's Research UK, dall'University College London e dall'University of East Anglia, questo videogioco ha come scopo aiutare a fornire dati scientifici durante il gioco: per soli 2 minuti di gioco, vengono forniti ai ricercatori dati che avrebbero impiegato 5 ore di tests in laboratorio.

Con di 3 milioni di giocatori e dopo aver vinto 9 Leoni d'oro a Cannes durante il Festival Internazionale della Creatività, Sea Hero Quest ha collezionato ben 80 anni di gioco, mostrando già i primi progressi nella lotta alla demenza. Come precisano gli autori, non si tratta più di un videogioco, ma di una vera missione per salvare il cervello umano.

Per quanto sembri assurdo, siamo sempre più vicini ad un futuro in cui giocare ai videogiochi potrà essere oggetto di una prescrizione medica, un futuro in cui potremmo essere curati attraverso una terapia digitale mirata e ludica. 

 

Per approfondire: SMITHSONIAN.COM, AKILI

Per dare il vostro contributo alla ricerca contro la demenza: SEA HERO QUEST