A TU PER TU CON…SIMONE SILVESTRI

“Finito è meglio che perfetto”.

L’appuntamento di Marzo è dedicato ad un altro ex studente di AIV, questa volta del corso di Grafica 3D. Andiamo a scoprire insieme chi è.

 

Ciao Simone, grazie per aver accettato la nostra intervista. Potresti presentarti brevemente al nostro pubblico (età, ruolo attuale e azienda attuale)?

Mi chiamo Simone Silvestri, ho 28 anni, sono un Environment Artist e lavoro per Remedy Entertainment.

In cosa consiste esattamente il tuo lavoro?

Mi occupo di costruire gli ambienti di gioco in cui il giocatore si muoverà durante la sua avventura. Dalla ricerca iniziale, per capire l’identità, l’organizzazione e le misure degli spazi di gioco, fino alla realizzazione completa in 3D dello scenario, passando per varie fasi intermedie.

Prima di approdare a Remedy, che esperienze lavorative hai fatto?

Dopo AIV ho fatto freelancing per due anni, creando principalmente singoli oggetti 3D o set di oggetti per piccoli clienti, mentre continuavo a studiare ed arricchire il mio portfolio.
Insieme ad altri artisti ho poi deciso di aprire uno studio di Outsourcing chiamato Tiberlabs, dove abbiamo messo insieme i nostri clienti di freelancing e tentato di trovarne di più grandi, continuando a realizzare principalmente set di oggetti. Dopo un anno abbiamo capito che non saremmo riusciti a prendere il tipo di lavori che ci servivano e abbiamo sciolto lo studio.
Grazie ad alcuni contatti presi con quell’esperienza ho trovato lavoro poco dopo da Symmetrical, che è stata sicuramente l’esperienza pregressa più importante. Per loro ho realizzato tutti gli ambienti di Gates of Nowhere e ho imparato tanto durante i due anni che sono rimasto lì. A fine progetto ho deciso di cercare qualcosa di più grande, per continuare ad imparare e crescere e sono finito in Finlandia, a Remedy.

 

 

Il tuo percorso di studi è stato utile in termini di nozioni e competenze acquisite?

L’Accademia è stata indispensabile per la mia iniziazione alla game industry, senza quell’esperienza dubito che ne avrei fatto parte. Purtroppo e per fortuna non si smette mai di studiare in questo campo, perciò le nozioni dell’accademia sono un ottimo primo passo, ma se non si impara a camminare da soli, non saranno mai sufficienti. C’è da dire che quando ero studente io, l’AIV non aveva ancora compiuto la grande evoluzione degli ultimi anni, perciò sicuramente il curriculum che fornisce ora agli studenti è molto più completo. Ma la cosa più importante, per me, è stato lo sguardo concreto sul futuro lavorativo che ci hanno sempre dato con sincerità e professionalità. E cioè dimostrarci che lì, fuori dall’Italia, c’è un mondo in fermento pronto ad accogliere persone dedicate e appassionate. E questo sguardo non può che essere diventato più grande con il Level Up e le decine di professionisti che vengono invitati ogni anno a parlare all’Accademia.

A quali progetti stai lavorando? E quale consiglio daresti a chi vuole intraprendere una carriera nella game industry?

Al momento sono al lavoro sulla modalità Storia che stiamo costruendo per Crossfire HD e Crossfire 2, uno degli sparatutto multiplayer più giocati al mondo. Potete vedere un piccolo teaser qui.

Per chi volesse entrare in questa industria ci sono un sacco di consigli che si possono dare, ma principalmente, secondo me, bisogna studiare una disciplina (arte, design o programmazione) e cercare di adoperarla il prima possibile, senza aspettare la fine gli studi, per creare qualcosa. Un piccolo progetto personale, un prodotto o anche solo un test per mettersi alla prova. Ricordandosi sempre di fare cose piccole e di finirne il più possibile, perché finito è meglio che perfetto. In questo modo si possono fare un sacco di errori molto presto e imparare ad applicare le lezioni nel prossimo progetto. Ripetendo il processo più o meno per l’intera carriera. Avere dei progetti finiti aiuterà, ovviamente, anche nella creazione di un buon portfolio, che è fondamentale per trovare lavoro.

Un’altra cosa essenziale è capire quanto è grande questa industria, andare agli eventi e le convention, frequentare le masterclass dell’Accademia e conoscere più persone possibili. Il Networking è importante tanto quanto il portfolio, perché puoi essere il più bravo artista del mondo, ma se non conosci nessuno rimarrai comunque senza lavoro. E conoscere gli altri developers ti mette nelle condizioni di imparare più rapidamente ed avere dei punti di riferimento.

L’industria non è mai stata tanto accessibile come in questo momento storico. Prendere un motore grafico gratuito e cominciare a creare non è mai stato tanto facile come lo è oggi. Ci sono migliaia di tutorial online, centinaia di community e le compagnie sono sempre più grandi e più numerose. Non c’è mai stata una richiesta di developers così alta. E persino l’Italia sta finalmente aprendo le porte a questo settore.

Se volete intraprendere una carriera nella game industry avete bisogno solo di un computer e di tanta dedizione.

 

        

 

 

 

Grazie mille Simone per la tua disponibilità e speriamo di rivederti presto!

Foto ed Intervista courtesy of @RemedyEntertainment